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Lost on Mulholland Dr.

Scritto da: il 16.10.09 — 44 Commenti
Ho da poco scoperto questo magnifico sito, dedicato a Mulholland Drive, geniale opera di David Lynch. Oltre a fornire, nei minimi dettagli, cast e locations, presenta "case-studies", una nutrita serie di teorie sulle possibili interpretazioni legate alla pellicola (che ancora oggi, a distanza di circa 8 anni dall'uscita, si sprecano) e l'immancabile sezione "links", che rimanda ad altre pagine correlate, ufficiali o tra quelle create dai fans.

Trailers – The Box

Scritto da: il 25.06.09 — 10 Commenti
Condivido con voi, con grande piacere, il trailer ufficiale di The Box, il nuovo film del regista di Donnie Darko, Richard Kelly. Basato su un racconto del grande Richard Matheson, narra la storia di due giovani coniugi che ricevono una scatola con dentro un bottone rosso. Se lo premeranno, riceveranno una grossa somma in denaro; ma, allo stesso tempo, una persona qualsiasi che loro non conoscono, morirà. Interpretato da Cameron Diaz, James Marsden e Frank Langella, uscirà il 30 ottobre negli USA. Il trailer: [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=2o6PVOoTrCk[/youtube]

La grande abbuffata

Scritto da: il 20.05.09 — 82 Commenti
La grande abbuffata è un film di Marco Ferreri del 1973, interpretato da Marcello Mastroianni, Michel Piccoli, Philippe Noiret e Ugo Tognazzi. Grossolanamente fischiato al festival di Cannes, stroncato da gran parte della critica (anche se poi ottenne grande successo di pubblico), racconta la storia di quattro distinti gentiluomini, i quali decidono di suicidarsi cibandosi di delizie culinarie, fino alla morte. Oltre al cibo, un altro elemento fondamentale, e che procurò la maggioranza delle critiche, è il sesso, molto presente all'interno di un plot che non si risparmia, né nella messa in scena e tantomeno nel linguaggio, spesso colorito. I quattro protagonisti danno il meglio; in particolare, Tognazzi e Mastroianni danno carne e ossa a due personaggi spaventosamente credibili. La pellicola scorre via per 130 minuti in un crescendo di ricerca della soddisfazione, del piacere sempre diverso, dei limiti della perversione. A dispetto di quanto potrebbe pensare lo spettatore intimorito dai pregiudizi, questo film volta molto in alto. Un motivo in più per scoprire (o riscoprire) un regista tanto bistrattato come Ferreri.

Ken Park

Scritto da: il 14.05.09 — 73 Commenti
Ken Park è un film del 2002, di Larry Clark ed Edward Lachman. Shawn, Claude, Peaches e Tate sono i nomi dei quattro protagonisti, adolescenti immersi nella noia della provincia americana. Si potrebbe quasi dire che sia proprio la noia, l'apatia, il perno attorno al quale ruota la pellicola. I quattro personaggi sono colti in una quotidianità che si dimostra tutto fuorché esaltante, fatta di litigi familiari, amicizie e amori di varia natura, sesso, restrizioni e voglia di emanciparsi dall'"oppressione dei modelli". È così che Shawn intreccia una relazione con la madre della propria ragazza, che Claude tenta di resistere alle prevaricazioni del padre alcoolista, mentre Peaches è soffocata dal fanatismo religioso e Tate vive, quasi in uno stato di "inedia esistenziale", assieme ai nonni. La regia di Clark, poco invasiva, lascia ampio spazio ad una sceneggiatura nella quale si respira l'aria della narrativa americana contemporanea, fatta di una sorta di spleen dei nostri tempi. Di esseri umani persi a contemplare show televisivi, scolando birra da una lattina.

The Stuff – Il gelato che uccide

Scritto da: il 04.05.09 — 92 Commenti
Il trash non stanca mai, e quindi eccoci a parlare di un'opera che ben può rappresentarlo, vale a dire The Stuff - Il gelato che uccide (The Stuff, 1985), di Larry Cohen, il quale riveste qui il triplice ruolo di regista, sceneggiatore e produttore esecutivo. La vicenda è quella di David Rutherford, ex agente dell'FBI,  e ora dedito allo spionaggio industriale, che viene assunto per indagare su un prodotto, The Stuff, che sta monopolizzando il mercato dei gelati, e che sembra creare dipendenza nei suoi consumatori. Detto così, potrebbe sembrare nulla di straordinario. Si scoprirà solo in seguito, però, che The Stuff nasconde un segreto: è un parassita che trasforma l'organismo ospite in una sorta di morto vivente. Premesse succose, che si dispiegano attraverso una sceneggiatura non particolarmente brillante ma con picchi ironici, in particolare nella seconda parte, da non disdegnare. L'idea è di un certo interesse, anche se i mezzi usati per rappresentarla talvolta deludono (è il caso delle scene all'interno dell'autobotte); meglio non rivelare altro circa gli effetti speciali. Ci limiteremo a dire che, tuttavia, la metafora del prodotto commerciale il quale si impone sul mercato e finisce per "annullare" la vita della popolazione, ha una certa valenza. Proprio in quest'ambito, sembra più che opportuna la scelta di non prendersi troppo sul serio, sfornando un prodotto filmico che, se comunque non esalta, almeno diverte. Ecco due trailers (in inglese): [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=2VbAlb7Lzgk[/youtube] [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=uE6Z1nBqLwo[/youtube]

Visitor Q

Scritto da: il 26.04.09 — 201 Commenti
Inauguro questo spazio parlando di quella che mi sembra una delle pellicole più visionarie degli ultimi anni: mi sto riferendo a Visitor Q (Bijitâ Q, 2001) di Takashi Miike. La storia di questo film, uscito esclusivamente per il mercato dell'home video, è, per grandi linee, quella di un reporter squattrinato e della sua famiglia. Niente di che, direte voi. Sì, se non fosse che il protagonista ha rapporti sessuali abituali con la figlia, e per confezionare le sue inchieste riprende il figlio minore che subisce angherie dai compagni di scuola, mentre a casa la moglie si droga e si prostituisce. In questo contesto si inserisce per di più uno sconosciuto (il "visitatore" del titolo) che ha come simpatico hobby quello di dare pietrate in testa alla gente. Il riferimento a Teorema di Pier Paolo Pasolini (per la funzione dello "straniero") mi sembra imprescindibile. Quello dipinto da Miike è dunque un quadro di assoluta devianza, che del resto si inserisce perfettamente nella sua poetica di rappresentazione dell'estremo e dell'atipico. L'opera è un concentrato di elementi che puntano piuttosto scopertamente a "disturbare", conditi da quell'ironia che i fan di Miike conoscono già, e che chi si avvicinerà a questo cineasta imparerà presto ad apprezzare o ad odiare. Una cosa importante da sapere è relativa alla spaventosa prolificità di questo regista, il quale riesce a sfornare anche quattro-cinque lungometraggi l'anno, ovviamente tutti realizzati "low-budget" e girati in pochissimo tempo. Non opere della massima accuratezza, dunque, ma pellicole animate da idee di fondo assolutamente apprezzabili nella loro particolarità. Scena da ricordare (ritratta anche nella locandina): l'uomo che succhia dal seno della moglie all'interno di una serra. Di seguito un video con due scene tratte dal film: [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=4uni67EYz6k[/youtube]
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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