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Le vite degli altri

Scritto da: il 04.06.09 — 7 Commenti
Ci sono film che riescono a toccare corde sensibili in ognuno di noi. Mi sembra il caso di Le vite degli altri (Das Leben der Anderen, 2006), di Florian Henckel von Donnersmarck. Vincitore, nel 2007, del premio Oscar come Miglior Film in Lingua Straniera, narra la storia di un agente della Stasi (la polizia di stato della DDR), Gerd Wiesler, il quale viene incaricato di spiare un noto drammaturgo. Ascoltando le conversazioni, immergendosi nelle "vite degli altri", Wiesler scopre le loro storie, fatte di umanità, incomprensioni, difficoltà. Nel particolare, diventa a poco a poco, più o meno consciamente, il burattinaio che finirà per tirare i fili di tutta la storia. L'opera, della durata di 137 minuti, presenta un plot solidissimo e mirabilmente scorrevole, assecondato da una regia più che buona e da prove attoriali mirabili; su tutti, Martina Gedeck e il compianto Ulrich Mühe (scomparso il 22 luglio 2007). Quest'ultimo, magnifico interprete di un personaggio continuamente sospeso, umanamente irriducibile.

Antichrist

Scritto da: il 24.05.09 — 529 Commenti
Contestato (non a ragione, possiamo dire ora) a Cannes, finalmente l'ultimo lavoro di Lars Von Trier (di cui qualche tempo fa avevo postato il trailer) è arrivato nelle nostre sale. E il regista danese non si smentisce, ancora una volta. Nel rallegrarci per il conferimento del premio come Miglior Attrice alla bravissima Charlotte Gainsbourg, proviamo a rendere conto, seppure sommariamente, di un'opera così bella e altrettanto poco digeribile (quantomeno per lo spettatore "medio"). Von Trier mescola sapientemenente, nel suo calderone, pseudo-psicodramma, splatter, animismo, sesso, Medioevo, animali parlanti e un'introspezione coraggiosa. Poco pregio hanno, a nostro avviso, le accuse di misoginia mosse da più parti. La pellicola è solida, dal ritmo impopolare, suddivisa (espediente già utilizzato dal cineasta) in un prologo, quattro capitoli e un epilogo, e scandita dalle fasi di una particolarissima "elaborazione del lutto". La camera non inquadra mai in maniera "pulita", stazionando costantemente vicino ai volti dei protagonisti, acuendo ancora di più, la sensazione di ansia. Un must per i cultori di Von Trier; chi non lo ama, non inizierà a farlo da questo film.

Frontière(s)

Scritto da: il 21.05.09 — 35 Commenti
Ci occupiamo oggi di una pellicola che fa ben sperare per il futuro dell'horror europeo. Frontière(s) (a lato la locandina italiana) è un film di Xavier Gens del 2007, vincitore dell'Anello d'Oro per il miglior film al Ravenna Nightmare Film Festival 2008, e distribuito nelle sale italiane solamente il 7 novembre dello stesso anno. La storia è piuttosto semplice: un gruppo di ragazzi ha tentato una rapina approfittando di una serie di disordini, causati da motivazioni politiche, che infiammano la Francia. Fuggendo dalla polizia che li bracca, i giovani si rifugiano presso un ostello decisamente sui generis, che si scoprirà essere gestito da un manipolo di psicopatici. L'attacco "simil-documentaristico" introduce quello che si rivela una sorta di "survival horror", costruito con intelligenza ed equilibrio. I primi piani (elemento fondamentale) sul viso della bella Yasmine, interpretata dalla giovane ma convincente Karina Testa, ci accompagnano sin dalle prime scene e ci conducono a un finale che, giungendo alla disumanizzazione e al tripudio della violenza, crediamo non lascerà scontenti, una volta tanto, gli appassionati del genere. [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=QMYTSUC8ENA[/youtube]

La grande abbuffata

Scritto da: il 20.05.09 — 82 Commenti
La grande abbuffata è un film di Marco Ferreri del 1973, interpretato da Marcello Mastroianni, Michel Piccoli, Philippe Noiret e Ugo Tognazzi. Grossolanamente fischiato al festival di Cannes, stroncato da gran parte della critica (anche se poi ottenne grande successo di pubblico), racconta la storia di quattro distinti gentiluomini, i quali decidono di suicidarsi cibandosi di delizie culinarie, fino alla morte. Oltre al cibo, un altro elemento fondamentale, e che procurò la maggioranza delle critiche, è il sesso, molto presente all'interno di un plot che non si risparmia, né nella messa in scena e tantomeno nel linguaggio, spesso colorito. I quattro protagonisti danno il meglio; in particolare, Tognazzi e Mastroianni danno carne e ossa a due personaggi spaventosamente credibili. La pellicola scorre via per 130 minuti in un crescendo di ricerca della soddisfazione, del piacere sempre diverso, dei limiti della perversione. A dispetto di quanto potrebbe pensare lo spettatore intimorito dai pregiudizi, questo film volta molto in alto. Un motivo in più per scoprire (o riscoprire) un regista tanto bistrattato come Ferreri.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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